Il vino nella storia

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Ricerche storiche e ritrovamenti archeologici consentono di affermare che la produzione vitivinicola avveniva già  a partire dal 3000 a . C. La Bibbia attribuisce la scoperta del vino a Noè: nel libro della Genesi si legge che Noè, sceso dall’ Arca, piantò una vigna. Dalla lavorazione dei frutti della sua vigna, Noè ricavò una bevanda che aveva tutto il profumo e il sapore dell’ uva.

Le due versioni risultano discordanti. Certo è che la produzione del vino ha accompagnato l’ uomo dall’antichità  sino ad oggi. Risulta difficile riassumere la storia del vino in poche righe. In realtà , non sarebbe giusto farlo. Possiamo affermare, però, che il fascino che avvolge questa antichissima bevanda non è stato scalfito dal tempo.

Omero nella sua Odissea descrive i poteri del vino :

“Vino pazzo che suole spingere anche l’ uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere”

Baudelaire ne I fiori del male fa parlare il vino :

“L’ anima del vino cantava nelle bottiglie: Uomo, caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!”

Il vino è pazzo, ha il potere di far ridere, danzare, fa parlare quando è meglio tacere. Il vino ha un’ anima. Il vino è fratello dell’ uomo.

Storia e letteratura riservano al vino un ruolo importante, il ruolo che si confà  al “nettare degli dei” , alla bevanda divina per eccellenza.