Il vino dei mercati emergenti
Il vino trova nuovi mercati per la grande distribuzione.
Lo confermano i dati raccolti da una recente indagine condotta da Datamonitor al fine di stabilire “I trend dei consumi del vino su scala mondiale“. L’ indagine è stata presentata da Neil Hendry, direttore EMEA-Datamonitor, in occasione del Convegno “Land or Brand: tendenze e scenari globali dell’ industria del vino” che si è tenuto ad Asti il 23 Novembre in occasione della celebrazione dei 75 anni del Consorzio Tutela Asti DOCG.
Se il consumo di vino in Francia e in Italia, i due paesi che detengono il primato mondiale in termini di produzione vitivinicola di qualità, attraversa una fase di declino, all’ interno dei cosiddetti mercati emergenti (Messico, Cina, India, ma anche Australia, California, Cile, Argentina e Sudafrica) registra una considerevole crescita.
Il rapporto qualità/prezzo sembra giocare un ruolo prioritario quando si parla di consumo di vino: i consumatori non sono sempre disposti a spendere cifre da capogiro per acquistare una bottiglia di vino. Soprattutto, quando a spendere sono i consumatori più giovani.
Conquistano così una significativa fetta di mercato i vini che provengono dai mercati emergenti: in Inghilterra, ad esempio, trovano terreno adatto alla distribuzione i vini australiani, favoriti dal prezzo modico e dalla facile reperibilità.
Di contro, i vini prodotti in Europa (in particolar modo i vini francesi e i vini italiani) trovano un proficuo mercato proprio nei paesi emergenti: i consumatori dei nuovi mercati aspirano ad avere un prodotto di qualità. La loro scelta cade inevitabilmente sui vini francesi o italiani, vini di qualità per antonomasia.
Il canale di vendita privilegiato è Internet: per un consumatore statunitense, acquistare un vino italiano o francese online offre il vantaggio economico di scavalcare i vari canali di distribuzione e di avere un rapporto diretto con il produttore.
Categoria: Vino News il Dicembre 3rd, 2007
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