Valpolicella Ripasso

Anche questa volta vi parliamo di un vino che abbiamo avuto modo di apprezzare durante una serata trascorsa dal nostro “vinaio” di fiducia: il Valpolicella Ripasso.

Avevamo chiesto di poter degustare un vino dal sapore fruttato, ma allo stesso tempo maturo. Ci è stato consigliato di provare un Valpolicella Ripasso del 2003 dell’ Azienda Agricola Nicolis.

La tecnica del “ripasso” prevede una rifermentazione del Valpolicella con vinacce ancora umide, utilizzate per la fermentazione dell’ Amarone o del Recioto.

Il risultato è un vino che si colloca a metà  strada tra il Valpolicella Classico, vino dal sapore asciutto mediamente corposo, e l’ Amarone, vino certamente più strutturato e dotato di una complessità  attribuita solo ai grandi vini rossi italiani.

Il Valpolicella Ripasso si caratterizza per il suo colore rubino intenso e per il profumo gradevole che richiama alla mente la frutta matura e le spezie (lo zenzero, in particolare che accomuna quasi tutti i vini prodotti nella zona della Valpolicella).

Il Valpolicella Ripasso è un vino che lascia in bocca un calore persistente, un vino corposo, ma al contempo dotato di qualche nota amarognola e di una lieve sapidità , tipiche del Valpolicella Classico.

Il Valpolicella Ripasso è un vino che vive di contrasti, dovuti non solo alla commistione tra le qualità  del Valpolicella unite a quelle dell’ Amarone o del Recioto. Si tratta di un vino, infatti, che genera pareri discordanti tra i degustatori, gli esperti e gli appassionati.

Uno dei più accreditati Blog che parlano di vino, il Blog di Aristide, afferma che la pratica del Ripasso

“Conferisce al Valpolicella Classico maggiore struttura e corpo, profumi più complessi e “maturi”, insomma un vino spesso piacevole ma non impegnativo come l’Amarone, e nemmeno cosଠcostoso.”

Su Vino Pigro, il Blog di Lizzy – Giornalista del Vino, originaria della Valpolicella, i toni si fanno più severi:

“Nei casi migliori, il voto arrivava a 3 stelle. Annata difficile il 2002, non c’è dubbio. I vini, Amarone e Recioto compresi, ne hanno risentito parecchio. Volete che vi dica che sono tutti passabili- buoni-ottimi? Se vi fa piacere ve lo dico. Però non è vero.”

Il dato di fatto è che a Febbraio 2007, il Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Tipiche ha apportato alcune modifiche alle Disciplinari vigenti per le zone di produzione di Conegliano, Valdobbiadene e Valpolicella, proprio al fine di includere la pratica del Ripasso tra quelle consentite e riconosciute dal marchio DOC.

2 Responses to “Valpolicella Ripasso”

  1. Confermo che il Ripasso è un vino favoloso. Non è “difficile” da sorseggiare come un Amarone, e questo può essere un vantaggio, ed è più pieno di un normale Valpolicella. Il Ripasso di Nicolis secondo me è molto buono ma quello della Fratelli Vogadori è indubbiamente migliore. Al mio palato è più strutturato e completo. Molto persistente e ti rimane nella memoria il suo gusto pieno ma allo stesso tempo bevile.
    Comunque il Ripasso è tra i miei vini preferiti.

    Giorgio

  2. Personalmente, ritengo il Ripasso o Ritocco (come alcune Cantine lo definiscono, per ovvi motivi di disciplinare) un vino perfetto, mai troppo impegnativo da non essere capito, mai troppo comune per essere dimenticato.
    E’ stato il vino del mio matrimonio!

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