Sagrantino di Montefalco

Tra i vini più noti del centro Italia, il Sagrantino di Montefalco trae il suo nome dal vitigno umbro, coltivato nella zona di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’ Umbria.

Ci troviamo, ovviamente nella splendida provincia di Perugia, una terra ricca di storia, arte, paesaggi naturali mozzafiato e grande calore umano. Se non lo avete ancora fatto, prendete in considerazione la possibilità  di trascorrere una vacanza in un agriturismo Perugia: potrete degustare il vero Sagrantino e, soprattutto, potrete apprezzarlo a pieno nell’ abbinamento ai piatti tipici della cucina umbra, preparati per voi come si faceva una volta.

Il Sagrantino di Montefalco, che ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita il 5 Novembre 1992, viene considerato “vino autoctono”. In realtà , sono molteplici le versioni relative all’ origine del vitigno Sagrantino: alcuni ritengono sia stato importato dagli spagnoli, altri lo considerano di origine saracena. Infine, un’ altra corrente di pensiero, vuole che il Sagrantino sia stato importato dai Frati Francescani all’ epoca del loro stanziamento nei territori di Assisi e Perugia.

Il Montefalco Sagrantino è soggetto ad una disciplinare molto severa che impone normative precise riguardo la zona di produzione, la resa massima dell’ uva (non superiore agli 80q.li per ettaro di vigneto), i luoghi e i tempi necessari alla vinificazione, all’ imbottigliamento, all’ invecchiamento.

Sono due le tipologie di Montefalco Sagrantino con riconoscimento DOCG: il Sagrantino di Montefalco Secco e il Sagrantino di Montefalco Passito.

Ecco cosa viene riportato nell’ Art. 6 della Disciplinare di Produzione:

Articolo 6

Il vino “Montefalco” Sagrantino “Secco”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

– colore: rosso rubino intenso talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con   l’ invecchiamento;
– odore: delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
– sapore: asciutto, armonico;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13%;
– acidità  totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 26 per mille.

Il vino “Montefalco” Sagrantino “Passito”, all’ atto dell’ immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

– colore: rosso rubino carico talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l’ invecchiamento;
– odore: delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
– sapore: abboccato, armonico, gradevole;
– titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,5%;
– residuo zuccherino minimo: 30 gr.;
– acidità  totale minima: 5 per mille;
– estratto secco netto minimo: 30 per mille.

E’ facoltà  del Ministero dell’ Agricoltura e delle Foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti sopraindicati per l’ acidità  e l’ estratto secco.

One Response to “Sagrantino di Montefalco”

  1. […] un evento che consentirà  a tutti gli amanti del buon vino di degustare un buon Sagrantino di Montefalco, prodotto da una delle cantine più prestigiose dell’ […]

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