Amarone della Valpolicella

Oggi vi parliamo dell’Amarone della Valpolicella, un vino che a noi piace e che tra i vini italiani sta godendo, anche all’estero, di particolare fortuna dal punto di vista commerciale.

L’Amarone della Valpolicella è un vino a Denominazione di Origine Controllata – è D.O.C. dal 1968 – e la sua produzione è autorizzata solo in Veneto, nella zona della provincia di Verona, un territorio che riguarda 19 comuni della parte nord del veronese.

Le uve utilizzate per la produzione dell’Amarone sono: l’uva Corvina, l’uva Rondinella e l’uva Molinara.

L’Amarone deve la sua origine, secondo la leggenda, ad un vignaiolo che doveva produrre del vino dolce Recioto e aveva messo a fermentare le uve. Il caso volle che queste fossero dimenticate pi๠del previsto tanto che gli zuccheri si sono trasformati in alcool e la dolcezza è andata perduta: da qui il nome di Amarone dato a questo vino.

L’Amarone è comunque un vino recente, tanto che la sua prima commercializzazione si ha nel 1953 e il primo documento in cui è citato risale al 1938.

La produzione di questo vino è ottenuta dalla essiccazione controllata e prolungata nel tempo delle uve interessate. Le uve, selezionate dalle vendemmia effettuata tra settembre e ottobre, vengono poste nelle cassette e messe a riposo in locali ben arieggiati e asciutti.

L’appassimento e la vinificazione dell’Amarone deve avvenire nella zona di produzione. L’essiccazione favorisce la concentrazione di zuccheri e dura circa 3 mesi. Tra gennaio e febbraio l”™uva viene pigiata, poi messa a fermentare per un periodo che va dai 30 ai 50 giorni. La fermentazione fa si che gli zuccheri si trasformino in alcol.

Dopo la vinificazione deve passare un periodo di almeno 2 anni, periodo in cui il vino riposa in botti o nelle barrique. àˆ in questo periodo di maturazione che il vino acquisisce le sue specifiche caratteristiche organolettiche.

L’Amarone ottenuto avrà  un colore rubino carico, una gradazione che va dai 14 ai 16 gradi, un sapore robusto e aromatico di spezie dolci.
I sentori olfattivi di questo vino ricordano i frutti maturi, la confettura di amarena, in quello pi๠invecchiato c’è un profumo delicato di cuoio e catrame (questa caratteristica è detta “goudron“, che è proprio una delle componenti di un bouquet di un rosso molto invecchiato e maturo, una nota calda di catrame non sgradevole).

In genere si consiglia di abbinare questo vino a carni rosse, selvaggina e arrosti; noi lo gustiamo spesso da solo, anche dopo cena.

6 Responses to “Amarone della Valpolicella”

  1. San Martino in Cantina

    Una tiepida Estate di San Martino, vino giovane, morbido e fruttato, che stuzzica il palato, ma anche grandi vini invecchiati che si faranno scoprire dopo una lunga attesa. E ancora: un’accoglienza coi fiocchi da parte delle cantine socie del Movimento Turismo del Vino in tutta Italia e la possibilità  di trascorrere una giornata all’aria aperta in un ambiente intimo e allegro. Sono questi gli ingredienti di San Martino in Cantina, l’appuntamento che ritorna per domenica 14 Novembre per dare l’opportunità  ai milioni di enoturisti che viaggiano nel Paese di degustare il vino nuovo e non solo, direttamente nei luoghi di produzione. La Fratelli Vogadori accoglierà  gli enoturisti per far scoprire i segreti dell’Amarone, dal vigneto alla bottiglia verrano raccontati tutti i motivi che han fatto di questo vino rosso uno dei vini Italiani pi๠conosciuti al mondo.

    For any kind of information: info@vogadorivini.it
    Mobile: 328 94 17 228

  2. Che buono l’Amarone! Consiglio anche il risotto con Amarone e Zucca: divino! Come riferimento di cantina direi http://www.vogadorivini.it
    !!

  3. Nel marzo 2010, l’Amarone e il Recioto della Valpolicella hanno ottenuto la denominazione DOCG pertanto, nel 2013 saranno poste in vendita le prime bottiglie di Amarone DOCG.

  4. quanto puಠinvecchiare un amarone in bottiglia distesa in cantina buia?

  5. son un appassionato di vini ma quelli che preferisco sono i vini di questa zona Verona Venezie Trentino
    saluti Bavera P.Antonio
    6828 Balerna TI CH

  6. La leggenda del vino dolce che diventa amarone per sbaglio non è una leggenda. Tutti producevano recioto dolce e nella valpolicella classica anche poco recioto amarone.
    Purtroppo non era facile con le tecnologie dell’epoca fermare la fermentazione del recioto amabile che contro il volere dell’agricoltore, diventava amaro visti anche i potenti ceppi di lieviti selezionati sulle uve della Valpolicella.
    Oggi il recioto rosso della valpolicella è sconosciuto, ma noi autoctoni nelle grandi occasioni non ce lo facciamo mai mancare.

    Per quanto riguarda l’uvaggio, ormai la molinara è scomparsa. Si utilizza principalmente corvina, corvinone e in minor parte rondinella.

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