Aglianico del Vulture

Ritenuto oggi uno dei vitigni migliori d’ Italia, l’ Aglianico del Vulture ha origini antichissime.

Sembra si possa affermare che il vitigno fu introdotto in Basilicata, nella zona della provincia di Potenza, ai tempi dell’ antica Grecia nel VI secolo a. C.

Il nome stesso, “Aglianico” mostra un’ incredibile somiglianza con l’ aggettivo “ellenico“.

Qualcuno ama fare riferimento diretto al mito ed afferma che il “rosso vino di miele” offerto da Ulisse a Polifemo come pegno di ospitalità , fosse proprio Aglianico del Vulture.

Al di là  della leggenda, l’ Aglianico del Vulture, contrassegnato dalla Denominazione di Origine Controllata, è un vino robusto, di grande equilibrio. La disciplinare per la produzione di Aglianico del Vulture DOC prevede, infatti, che questo vino, invecchiato almeno tre anni (i primi due all’ interno di botti di legno), riceva la definizione di “vecchio”. Con un invecchiamento non inferiore ai cinque anni, il vino sarà  definito “riserva”.

àˆ opportuno tener presente che non tutti i vini possono essere sottoposti ad invecchiamento e, soprattutto, che non sono molti i vini a conoscere attraverso l’ invecchiamento una elevazione delle proprie qualità  organolettiche oltre che gustative.

Contrassegnato da un vivace colore rosso rubino, l’ Aglianico del Vulture si accompagna perfettamente ai piatti dai sapori forti, di carne e formaggi. Perfetto l’ abbinamento con i piatti tipici della tradizione culinaria lucana.

Al palato, l’ Aglianico del Vulture presenta una buona persistenza e un giusto grado di tannicità  che migliora notevolmente con l’ invecchiamento. Il livello di dolcezza si può definire amabile nei vini più maturi e abboccato quando si ha a che fare con vini più giovani.

Vedi anche:

Vocabolario della degustazione

Lascia un Commento