Il vino nel Gargano

Vigneto GarganoIl Gargano, dal punto di vista del territorio, è un promontorio che differisce dal resto della regione pugliese staccandosi visibilmente dalla piana del Tavoliere.

La terra garganica offre una buona varietà  di ambienti naturali come zone umide e laghi, una costa rocciosa, colline verdeggianti, ampie spiagge, pinete mediterranee, selve di macchia tipica, arcipelaghi di isole (Isole Tremiti) e la millenaria Foresta Umbra.

I prodotti tipici del Gargano sono quelli di una terra che ha una tradizione ed una storia di zootecnia e di agricoltura. Tra le produzioni tipiche spiccano i formaggi e i vari prodotti caseari, gli allevamenti (che producono tra l’altro l’ottima carne della vacca di razza Podolica), gli agrumi, i prodotti da forno, l’eccellente olio extravergine di oliva ed alcuni vini.

Le vigne nel Gargano sono storicamente plurivarietali, il modello monovarietale si è affermato qui come altrove nell’800 sotto l’influenza dei francesi. Nell’800 nel Gargano si piantano molti vigneti e in breve tempo il Gargano – e la Puglia tutta – diviene un centro molto importante per la produzione di vino e la Francia è tra i maggiori compratori del vino prodotto.
Interrotti i rapporti commerciali con la Francia all’inizio del ‘900 circa, la Puglia si ritrova con una grande produzione di vino da vigneti monovarietali, quindi senza la grande ricchezza di gusto che hanno i vini da vigneto plurivarietale e senza la possibilità  che tutto questo vino sia commercializzato.

Nel 1910 la prima comparsa anche in Puglia della fillossera ” la fillossera della vite, un insetto che viene importato dall’America e che attacca i vitigni e li distrugge in poco tempo – metterà  al tappeto la produzione di vino del Gargano.

Fortunatamente quando si ripiantano alcuni vigneti, dai contadini e per lo più per il consumo interno e famigliare, riprendono le colture di vigneto plurivarietali ad alberello, recuperando il patrimonio storico dei vitigni locali, una viticoltura rupestre e non intensiva.

Di questo patrimonio restano poche e piccole vigne condotte da anziani contadini, ma alcuni progetti di ricerca ” che puntano a favorire uno sviluppo agricolo che vada a braccetto con la fioritura turistica nel Gargano che si sta affermando negli ultimi anni ” stanno recuperando e valorizzando questi vitigni e i vini che ne derivano.
Certo si tratta ancora di piccole produzioni di uve nere e da vino, ma ci sono buone promesse: un segno della ripresa della tradizione vitivinicola del Gargano è il fatto che sull’autorevole guida “I Vini Veronelli” del 2009 compare (per la seconda volta) Il Macchiatello, un vino prodotto da vitigni storici del Gargano.

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